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Gabì è il nome d'arte di Cinzia, nata sotto il
segno dell'acquario da una madre molto giovane e un padre che scomparve
quando lei aveva appena sei anni; a quest'età entra in un istituto
comunale dove rimane fino a 15 anni.
Nonostante la sua infanzia non sia stata delle più serene, Gabì non
perse mai la capacità di lasciarsi sorprendere e gioire per le piccole
cose. In collegio mancavano libri e giornali e non era consentito
guardare la televisione; le giornate trascorrevano lentamente con il
sottofondo del rumore del mare, delle auto in corsa, con in lontananza
un juke-box del bar, l'odore dei pini, le luci soffuse dei grandi
corridoi, i brividi per le caldaie sempre spente, i pianti nascosti e
soffocati nei cuscini…
L'unico svago consentito era la sala cinema con il suo piccolo
palcoscenico. E' lì che si sentiva totalmente libera dagli schemi,
creava balli, scenette realizzati con mezzi scarsi, la fantasia era
talmente fervida che veniva punita per questo; ma non si faceva
intimidire da questi ostacoli. Gabì, una piccola donna che sprigiona una
grande voce da un'ampia vocalità: dai timbri scuri, ricordo delle voci
nere del jazz di New Orleans al timbro sensuale ed accattivante
dell'affascinante Marilyn degli anni '50 in America.
Gabì ha iniziato a cantare intorno agli anni '90 avvicinandosi alla
musica leggera quasi per gioco interpretando con una nuova personalità,
la sua, brani di Mina e di Luigi Tenco.
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